Dagli anni 60 a quelli 90. Dal
boom del cinema italiano al suo crollo,
fino alla crescita della tv. Documentario che ripercorre tramite la
vita di un generico alcuni momenti della storia del cinema italiano e
della nazione.Il cinema in “orizzontale” cerca di
mostrare
come il cinema sia opera di una comunione di persone, come non sia
riconducibile ai pochi,(registi, attori principali etc...) ma viva di
tutto ciò che orbita in esso. Da qui l’avversione
degli
autori verso una forma di cinema elitario che tende alla
gerarchizzazione, verticalizzazione degli elementi esercenti
nell’opera cinematografica.Il cinema in
“orizzontale”
sta ad indicare un orizzonte comune, dove ogni singolo elemento
è posto sulla stessa linea di confronto, dove ogni individuo
è necessario allo sviluppo dell’opera, nonostante
il ruolo
che gli competa sia diverso.
“Il cinema ha bisogno di tutti. Di poveri, di signori, belli,
brutti, storti, diritti, secchi, grassi, bassi... Bimbi non bimbi,
omini, donne...tutti!...ha bisogno! Anzi! Dirò...
dirò... che se tu levassi le comparse, il cinema il
più delle volte, non lo
farebbero.” (Roberto Brilli)