Lungo
il filo dell’incomprensione, si avvicenda un simpatico dialogo
tra personaggi dalle singolari caratteristiche. Seduti su una panchina
di un parco pubblico, una giovane coppia parla, o meglio, un ragazzo si
barcamena nel disperato tentativo di riallacciare con la confusa ex
ragazza. Ad un tratto la conversazione s’interrompe dando spazio
a tonalità surreali. Il giovane attore inveisce contro il
regista, reo di avere scritto battute poco chiare:
“…Sai quale era la visione dei greci rispetto al futuro?...”
“…Se Aristotele fosse stato donna?!?...”
Il tema ermeneutico (teoria dell’interpretazione)
dominerà l’intera trama dipanandosi su più
piani:il rapporto tra un ragazzo e una
ragazza, tra i due attori, tra il regista e
gli attori, tra il regista e l’opera, tra
l’opera e il pubblico.
Questo tema ed altri
s’intersecano in un
cortometraggio che ha
come fine il sorriso, far
sorridere l’intelletto
prendendosi gioco
di lui.